La 15 è la più strana e la più difficile e ti sfida sempre, cinque cambi di pendenza ripidi come un muro in poco più d’un chilometro e mezzo e c’è chi perde la testa. Maricanta Bondi era lì, mercoledì a mezzogiorno quando uno sciatore pirata l’ha travolta e mandata in coma. E a 39 anni è immobile e incosciente, lei che è un’anestesista e toglie e dà pezzi di vita per nascondere il dolore.
Jennifer Danza invece fa la maestra di sci, è più giovane e insegna ai bambini di Cervinia, l’altro pezzo di questo comprensorio sterminato che abbraccia pure Zermatt, una fetta di Svizzera e 350 chilometri a disposizione per sciare e scappare. Jennifer oggi sta sull’altro versante ma immaginatela lo stesso giorno, alla stessa ora, sulla seggiovia del “Bec Carré” che sovrasta la pista numero 15. E Jennifer vede, vede tutto: vede perché è proprio sopra il dosso che costerà quasi la vita al medico, pochi metri in linea d’aria, impotente e sospesa, non può buttarsi giù, non riesce a gridare, non può rianimare la ragazza che si è accasciata come un sacco vuoto, centrata da un folle che andava quasi ai cento all’ora. Jennifer soprattutto “li” vede, perché sono più di uno: «Il pirata ha affrontato ogni passaggio pericoloso dritto per dritto, nemmeno una curva, niente per rallentare». Jennifer non è nelle stesse condizioni di Giuseppe Marinari, il compagno di Maricanta, l’unico che ce l’aveva sotto gli occhi mentre la falciavano e ha pensato solo a salvare la sua donna. Jennifer può guardare pure il resto e lo dice a chi indaga: «Erano in tre, un gruppo di tre. E quando lui s’è rimesso in piedi, dolorante, lo hanno seguito, facendosi un cenno». La prima svolta nell’inchiesta è qui, e lo conferma il dossier che gli agenti del distaccamento sciatori di Valtournenche hanno inviato ieri alla Procura di Aosta: uno l’autore delle “lesioni gravissime”, tre i responsabili dell’ “omissione di soccorso”, al momento ignoti.
Cento persone hanno “timbrato” il loro skipass nominale ai piedi della pista numero 15 del Bec Carrè, a Valtournenche poco prima di mezzogiorno di mercoledì. La polizia distaccata sulle piste da sci che indaga sull’incidente, ne ha rintracciate per il momento almeno sessanta. Tutti sono stati interrogati uno ad uno, italiani o stranieri.
«Ha visto qualcosa? É passato di lì? Che tipo di abbigliamento da sci utilizza? Non ricorda uno sciatore con pantaloni scuri e una giacca chiara e un casco grigio in testa?». I poliziotti si sono presentati con questa lista di domande nelle case e negli alberghi di Valtournenche e dintorni dove i cento sciatori individuati hanno scelto di alloggiare durante le loro settimane bianche. «Nessuno ha visto niente - dice amareggiato un agente - nessuno ha assistito all’incidente in cui è rimasta coinvolta la dottoressa Bondi e, soprattutto, nessuna delle persone che abbiamo rintracciato risponde alla descrizione dell’investitore pirata».
fonte: ilsecoloXIX.it